THE ECLIPSE SPECIALE INTERVISTE


RISING STARS INTERVISTE: SPECIAL GUEST THE ECLIPSE


INTERVISTA: DIETRO LE QUINTE

Quarantaduesimo appuntamento con Rising Stars Speciale Interviste (THE ECLIPSE), il salotto dedicato agli artisti e alle band indipendenti, curato da Arianna Rebel!

Gli ospiti di oggi, all’interno del nostro format, sono i THE ECLIPSE che ci propongono STEVE JOBS.

Arianna Rebel, con la sua contagiosa allegria e un sorriso sempre pronto, si addentra in un mondo di storie sempre diverse, ma unite da una sola passione: quella per la musica. Attraverso le sue parole, ci svela i progetti, le gioie e le fatiche di artisti, visionari e sognatori, che con la loro arte abbelliscono e arricchiscono il panorama musicale.
La produzione è curata Ark.

Info e iscrizioni su 

risingstars@rockandwow.it 


BIOGRAFIA

La band romana The Eclipse è composta da tre elementi: Alessandro Bracci, fondatore del progetto, voce e seconda chitarra sul palco, Paolo Giovannini alle chitarre e Alessandro Stella, alla batteria.

Il leader della band comincia come solista, ma poi il suo desiderio di sfondare sul palco lo porta a cambiare il suo progetto. Il nome del suo EP diventerà il nome del gruppo che nel corso degli anni ha preso forma, dando vita a un nuovo percorso discografico.

Il genere che la band propone è un rock alternativo, con brani originali cantati sia in italiano che in inglese.

Il sound è fresco, caratterizzato dalle chitarre elettriche distorte, dalle tastiere e dai synth.

Gli argomenti trattati spaziano su diversi temi sociali e politici, ma riguardano anche l’amore e la guerra. 

Sono presenti anche riflessioni sulla vita, sulla voglia di crescere e di migliorarsi, come nella canzone “Steve Jobs”.

The Eclipse Intervista e Biografia

RECENSIONE
a cura di Nicola Morini

Una riflessione molto attuale è quella che ci regala la giovane band romana, The Eclipse: il loro nuovo singolo, “Steve Jobs”, ci invita a non arrendersi di fronte alle difficoltà e allo scoraggiamento, a credere in qualcosa e a perseguire quell’obiettivo.

Jobs rappresenta infatti quella figura celebre presa dalla band a modello per la sua perseveranza nel costruirsi un lavoro, con le sue forze e la sua intelligenza, dal nulla.

Alessandro Bracci, autore e voce del gruppo, canta nel ritornello, che diventa quasi un mantra orecchiabile: “Vorrei essere come Steve Jobs, per costruire un mondo migliore”. Il brano è infatti un conforto per chi non ha un lavoro, una direzione spianata, per chi è in difficoltà nella vita in generale, e funge da stimolo a migliorarsi, da incoraggiamento.

La musica è caratterizzata da un crescendo continuo di strumenti, ritmico e armonico, sulle parole cantate da Bracci. È un crescendo che parte da un semplice arpeggio pulito di chitarra, suonato da Paolo Giovannini, con un carillon sopra, concludendosi con l’aggiunta sempre più scandita e decisa di basso e batteria, suonati da Alessandro Stella, e con l’inserimento di synth e chitarre distorte.

Così la musica accompagna la voce con fermezza, precisione e delicatezza al contempo, sostenendo il messaggio esplicato.


La band romana si impegna socialmente nei testi, a volte in italiano, a volte in inglese, usando la loro musica originale per comunicare al mondo non solo emozioni accoglienti e piene di speranza, ma anche messaggi di solidarietà.



INTERVISTA PER ROCKANDWOW
a cura di Arianna Rebel

Nel salottino virtuale dedicato agli artisti di Rising Stars, la redazione di Rockandwow ha accolto degli ospiti molto talentuosi i: THE ECLIPSE.
In questa speciale intervista, la band ha rilasciato due gemme: una sotto forma di registrazione audio e l’altra tramite parole scritte. Un doppio incontro con la loro musica e la loro anima, che ci porta in un viaggio attraverso note ed emozioni.

  1. Cosa vi ispira a scrivere le vostre canzoni e quali sono i temi ricorrenti nei vostri testi?

    L’ispirazione principale per scrivere i nostri testi proviene dall’esperienza quotidiana di tutti i membri della band. Affrontiamo temi dalla guerra all’amore, temi introspettivi e sociali.


  2. Come descrivereste il vostro processo creativo e come collaborate tra di voi?

    Nella band si respira un bel clima di amicizia e unione, si collabora tutti insieme per la creazione di un nuovo brano. Il testo viene scritto principalmente dal cantante Alessandro Bracci, insieme a una prima bozza di melodia e musica. Dopodiché la versione demo viene completata e arrangiata da tutti.


  3. Come avete sviluppato il vostro suono distintivo e come lo descrivereste?

    Suoniamo un alternative rock in stile The Eclipse. La musica che ascoltiamo influenza ovviamente le nostre canzoni. Tutte queste influenze si possono sentire nella nostra musica: le chitarre distorte del rock dei Led Zeppelin, i synth e le tastiere dei Muse o dei Depeche Mode e gli arrangiamenti degli U2 (solo per citarne alcuni).


  4. Come vi siete evoluti come band dal vostro primo album fino a oggi?

    La formazione della band dal primo brano rilasciato all’ultimo è cambiata. I primi brani suonati sono del nostro cantante arrangiati con il bassista presente nella vecchia formazione. Anche il batterista è stato cambiato 2 volte fino ad aver trovato la formazione definitiva con Alessandro Stella. Il chitarrista Paolo Giovannini invece è presente dalla formazione originaria. Il nuovo singolo Steve Jobs è stato scritto nella nuova formazione di 3 membri, la formazione attuale e definitiva, che rispecchia molto il nome della band in quanto in un’eclissi entrano in gioco tre astri: il sole, la luna e la terra.


  5. Quali sono state le maggiori sfide che avete affrontato come band e come le avete superate?

    Probabilmente la sfida maggiore affrontata fin ora è stata la cessazione della collaborazione con il nostro bassista e arrangiatore presente già nella formazione originaria. Possiamo dire di esserci rimboccati le maniche e ci siamo subito messi a lavoro riuscendo a tirare fuori 5 brani nel giro di qualche mese, tra cui l’ultimo singolo Steve Jobs.


  6. Parlateci del nuovo album/singolo.

    “Steve Jobs” è un brano che fonde sonorità pop con elementi di alternative-rock. Il testo narra il viaggio interiore del protagonista, che dubita di essere all’altezza delle sfide imposte dalla vita e cerca il coraggio per superarle.
    Il climax si raggiunge quando il protagonista scopre la forza interiore necessaria per affrontare le sue difficoltà. Tuttavia, come l’effetto di un’adrenalina che svanisce, la paura di fallire ritorna.
    La melodia accompagna il testo: inizia con toni cupi, simboleggianti la paura e l’incertezza del protagonista, per poi crescere nel ritornello, dove emerge il desiderio di emulare Steve Jobs. Il brano si arricchisce di armonie fino alla consapevolezza del protagonista, di poter affrontare le proprie paure, culminando con il sound distintivo della band, ricco di chitarre elettriche e synth psichedelici.


DISCOGRAFIA

CRONAUER SPECIALE INTERVISTE


RISING STARS INTERVISTE: SPECIAL GUEST CRONAUER


INTERVISTA: DIETRO LE QUINTE

Quarantunesimo appuntamento con Rising Stars Speciale Interviste (CRONAUER), il salotto dedicato agli artisti e alle band indipendenti, curato da Arianna Rebel!

L’ospite di oggi, all’interno del nostro format, è CRONAUER che ci propone THIS IS NOT THE PLACE.

Arianna Rebel, con la sua contagiosa allegria e un sorriso sempre pronto, si addentra in un mondo di storie sempre diverse, ma unite da una sola passione: quella per la musica. Attraverso le sue parole, ci svela i progetti, le gioie e le fatiche di artisti, visionari e sognatori, che con la loro arte abbelliscono e arricchiscono il panorama musicale.
La produzione è curata Ark.

Info e iscrizioni su 

risingstars@rockandwow.it 


BIOGRAFIA

Musicista, songwriter e compositore, scrive e milita in varie formazioni, incide e pubblica con la band romana Bludeepa tre dischi, scrivendo sia testi che musiche. Con la band viene intervistato e suona a Stereonotte (conduzione di Vincent Messina), viene passato su RAI1 Demo, suona all’Auditorium Parco della Musica in apertura agli Avion Travel, apre per Nada e canta nel disco di Massimo Zamboni; riceve varie recensioni sui maggiori quotidiani nazionali (la Repubblica, il Messaggero) e sulle più importanti riviste musicali (Prog Italia, Classic Rock, Suono tra gli altri). 

Nel 2024, Cronauer, decide di dare forma alla propria opera prima avvalendosi  del produttore Saro Cosentino (già con Peter Gabriel, Franco Battiato, Peter Hammill, Massimo Zamboni, Nada, Radiodervish tra gli altri). Dopo aver scritto testi e musica, si immerge negli arrangiamenti insieme a Cosentino; il risultato è “Life stems out of death”, di fatto primo lavoro del musicista che vive a Roma ma che si divide tra la capitale, Toronto e l’Inghilterra. 

La formazione artistica di Cronauer ha le sue radici nel rock dei Police, dei Talk Talk e della new wave degli anni ’80 ma anche nel cantautorato sia italiano (De Andrè, Fausto Rossi, Battiato, La Crus) che inglese (Nick Drake, Scott Walker).


Cronauer Intervista e Biografia
RECENSIONE
a cura di Arianna Rebel

Il brano “This Is Not the Place” di Cronauer si presenta come un’opera complessa e stratificata. Infatti esplora le sfide esistenziali con una profondità emotiva palpabile.

La traccia si apre con una serie di battute che immediatamente stabiliscono il tono riflessivo dell’opera, invitando l’ascoltatore a un viaggio interiore per contrastare le difficoltà della vita.

La voce di Cronauer emerge come un faro di chiarezza, guidando, attraverso la tempesta emotiva, con una presenza che è sia potente che vulnerabile.

La struttura musicale del brano è solida, fornendo una fondamenta robusta su cui si costruisce l’esperienza auditiva. Elementi di synth, batteria e chitarra si fondono in un insieme di sonorità sofisticate, creando un’atmosfera che è allo stesso tempo avvolgente e stimolante.

L’uso intelligente della dinamica e della texture contribuisce a un senso di movimento e sviluppo, mantenendo l’ascoltatore impegnato dall’inizio alla fine.

Il solo di chitarra che conclude il brano, è un culmine di espressione artistica, con linee melodiche che si intrecciano in un dialogo armonioso con il resto della composizione. Questo momento di pura bellezza musicale non solo arricchisce il brano, ma lascia anche un’impressione duratura, invitando a ripetuti ascolti.

Nel complesso, “This Is Not the Place” è un’opera che celebra la resilienza dello spirito umano di fronte alle avversità, e la capacità della musica di fornire conforto, ispirazione e, soprattutto, una via di fuga dalle catene delle nostre paure.

Con ogni ascolto, si rivelano nuovi strati di significato, rendendo ogni esperienza con il brano, unica e personale. In definitiva, Cronauer ha creato non solo una canzone, ma un’esperienza trasformativa che rimane con l’ascoltatore ben oltre l’ultima nota.



INTERVISTA PER ROCKANDWOW
a cura di Arianna Rebel

Nel salottino virtuale dedicato agli artisti di Rising Stars, la redazione di Rockandwow ha accolto un ospite molto talentuoso: Cronauer.
In questa speciale intervista, l’artista ha rilasciato due gemme: una sotto forma di registrazione audio e l’altra tramite parole scritte. Un doppio incontro con la sua musica e la sua anima, che ci porta in un viaggio attraverso note ed emozioni.

  1. Quali sono le tue principali influenze musicali e come le incorpori nel tuo stile? 

    Ho influenze disparate essendo innamorato della musica; ho principalmente influenze rock, i Police e il grunge per esempio e new wave e synth pop come i Talk Talk, i Depeche Mode ma poi ci sono artisti come Pat Metheney o Murcof che pur essendo così diversi sia dalle mie origini sia tra di loro mi affascino e catturano ogni volta. Ascolto Nick Cave come Nick Drake, come Scott Walker. Tutto credo si riverberi naturalmente in quello che scrivo e compongo, non serve neanche che lo voglia o che ci pensi. 


  2. Cosa fai nel tempo libero quando non suoni o registri musica? 

    Leggo molto, guardo documentari, insegno, e naturalmente (e principalmente) mi dedico alla mia famiglia. E ascolto la radio continuamente (quasi ossessivamente).


  3. Come hai sviluppato il tuo suono distintivo e come lo descriveresti? 

    Credo che il suono che ho oggi sia la risultante naturale di tutto il vissuto, l’ascoltato e sperimentato. Non è nemmeno cercato, è semplicemente diventato questo. Non so come definirlo, alle prime direi rock, ma ci sono brani che sono più pop ed altri che virano naturalmente nel post rock quasi elettronico. Ma in ogni brano c’è la presenza di tutte queste componenti che si mischiano, rincorrono e flirtano.


  4. Come ti tieni aggiornato sulle ultime tendenze musicali e come le incorpori nella tua musica? 

    Come dicevo prima, ascolto molta radio: BBC6, alcune web radio americane, seguo qualche podcast di settore che propongono le nuovissime uscite nel mondo indie. Mi piace molto fare attenzione ai suoni e agli intrecci armonici dei vari strumenti. Direi che le cose che più mi smuovono a livello anche incosciente, si sedimentano da sole e in qualche modo interagiscono con le idee e la mia creatività durante il processo compositivo. 


  5. Qual è il tuo processo per la scelta delle canzoni da includere in un album? 

    Ah! Senza dubbio le canzoni si fanno largo da sole, quasi per processo di sopravvivenza, le più ostinate e forti (non parlo necessariamente di ritmo o volume ma di intensità) “make the cut” da sole. Mi sembra che in questo processo il mio apporto sia minimo.

  6. Parlaci del nuovo album/singolo. 

    “This is not the place” è il primo singolo dell’album che uscirà, orientativamente, in autunno. E’ un patto tra amanti: la richiesta di poter entrare nell’intimo di una persona, avere il permesso di aggirarsi in tutte le stanze interiori in cambio della promessa di “battere la morte” e “riportare fuori il sole”. L’album in generale è incentrato sulla vita.


DISCOGRAFIA