JOE SAL SPECIALE INTERVISTE


RISING STARS INTERVISTE: SPECIAL GUEST JOE SAL


INTERVISTA: DIETRO LE QUINTE

Quarantaquattresimo appuntamento con Rising Stars Speciale Interviste (JOE SAL), il salotto dedicato agli artisti e alle band indipendenti, curato da Arianna Rebel!

L’ospite di oggi, all’interno del nostro format, è JOE SAL che ci propone CAREFUL WHAT YOU DREAM.

Arianna Rebel ci porta, come di consueto, in un viaggio attraverso storie uniche, legate dall’amore per la musica. Con le sue parole, ci fa conoscere i sogni e le sfide degli artisti. Questi creativi con la loro arte, rendono il mondo musicale più ricco e bello.
La produzione è curata Ark.

Info e iscrizioni su 

risingstars@rockandwow.it 


BIOGRAFIA

Nato a Milano nel 1978, Joe inizia da adolescente come chitarrista in alcune rock band locali.

Nel 1999 dà vita al trio hard rock KickStart, con i quali inizia anche la sua carriera di cantante. Questa  formazione auto-produce nel 2003 il disco Fuel e nel 2006 il singolo I Am Free, oltre a esperienze presso festival, radio, tv, riviste musicali.

Mentre sperimenta le proprie potenzialità con la voce e con la chitarra in diverse band, viene ospitato come cantante in alcuni dischi di formazioni prog: RedZen, SoulenginE, Archangel. In molti di questi progetti viene coinvolto da suo fratello, il chitarrista Ettore Salati.

Nel 2012 inaugura il suo progetto solista, semplicemente chiamato Joe Sal, con brani originali: un alternative rock presentato dal vivo da solo, semplicemente voce e chitarra. La sua attrezzatura comprende LOUD Guitars.

Nello stesso anno entra a far parte come cantante prima, e in seguito anche chitarrista ritmico, della formazione prog Alex Carpani Band, con cui va in tour in diversi paesi d’Europa, negli Stati Uniti e in Brasile, e collaborando con David Jackson, sassofonista degli storici Van Der Graaf Generator. Con ACB ha l’occasione di suonare anche con componenti di King Crimson, Le Orme, PFM, Osanna. Partecipa anche a due dischi della formazione: 4 Destinies (2014) e So Close So Far (2016).

Nel 2019 fonda i Magical Mysteries, tributo ai Beatles in versione hard rock.

Dal 2018 a oggi col suo progetto solista pubblica diversi singoli (No Lies, She-Cat, I Belong to the Sun, Beautiful Light, Cold Sting ft. Guido Block, End of a Friendship). Il nuovo singolo, il cui video è su YouTube, è intitolato Careful What You Dream. Tutte queste canzoni sono incluse nell’album di imminente pubblicazione Out of the Box.


Joe Sal Intervista e Biografia
Joe Sal Intervista e Biografia

RECENSIONE
a cura di Nicola Morini

Joe Sal ha appena realizzato un album che fa da ponte generazionale per la musica contemporanea, per chi come lui è nato alla fine degli anni ’70; è un ponte anche per coloro che hanno vissuto come lui l’adolescenza fra gli anni ’80 e ’90, e la piena maturità post 2000.

Out of the box” è il suo nuovo album, ed è una raccolta di brani che risentono molto del suo stile; le sonorità ricordano tanti periodi fondamentali per la sua formazione musicale, nonché in assoluto nella storia: innanzitutto l’esperienza pluriennale nella band di Alex Carpani, con il quale ha suonato e cantato, assieme a tanti grandi musicisti delle migliori progressive rock band anni ’70, ha colorato di prog il suo stile, la sua voce, e i suoi arrangiamenti; ha raffinato la sua voce, la quale è unica sia per l’estensione alta presa, sia per l’incontro fra una voce cristallina e una struggente, tipica del rock AOR anni ’80.


Tuttavia la opening track “I belong to the sun“, brano spinto e dal groove ritmico, semplice ed efficace, ci rivela la tendenza comunque pop dell’artista: è un pop non banale, raffinato, orecchiabile e senza tempo; questo perché il suo linguaggio musicale viaggia fino ai giorni nostri, prendendo anche ispirazione dallo stile di John mayer, specie per la chiave pop e per lo stile chitarristico.


La seconda traccia, “The end of a friendship” invece affronta un tema più complesso e sempre attuale, la rottura di una lunga amicizia. Lo stile qui è molto chiaro, richiama quello post rock di radici anni ’90. Non a caso Joe Sal è principalmente un artista alternative rock, e qui si affonda nel ventre della sua creatività, e si viaggia in profondità, sia con la musica che col testo, con il successivo brano, “No lies“, ballad rock che ci invade l’anima, scavando nella fragilità umana.

Torniamo poi nello stile iniziale, con ritornelli dalla cassa in quattro, per saltare meglio ai concerti, con il brano “Beautifull light”, le cui sonorità tentano di affacciarsi anche su ritmi e voci più jazzati, certamente più marcati nel brano “She-cat”.


E poi c’è il momento di luce attraverso un percorso più dark: è il brano “Cold sting” a evocarlo, brano alternative rock dalle sonorità più moderne, alla Muse, specie per la voce di Joe, che fa da vessillo di coraggio e speranza, nonostante l’errore umano.
Dov’è che si possono incontrare questi generi e stili diversi ma fra loro amici? Certamente in brani come “A-I-A“, o “Pester“, brano di chiusura dell’album, o l’ultimo singolo “Careful what you dream“.

Questi infatti richiamano con energia e vitalità le vibes dei Porcupine Tree, dunque di un prog tenente più al metal, acido e incalzante, ma molto pieno di groove hard.

I testi mistici e dark, quasi da tormento e incubo, come raccontano già molto da questi titoli, ce lo mostrano ancor più.
Infatti ritroviamo lo stile più intimo e sempre dark alla Steven Wilson in brani più acustici come “What I leave“, brano in cui l’eredità che l’io narrante dell’album regala all’ascoltatore è un vessillo di libertà: “Cosa lascio ai miei figli è un vessillo per cui ho combattuto per loro, per la libertà”.



INTERVISTA PER ROCKANDWOW
a cura di Arianna Rebel

Nel salottino virtuale dedicato agli artisti di Rising Stars, la redazione di Rockandwow ha accolto un ospite molto talentuoso: JOE SAL.
In questa speciale intervista, la band ha rilasciato due gemme: una sotto forma di registrazione audio e l’altra tramite parole scritte. Un doppio incontro con la loro musica e la loro anima, che ci porta in un viaggio attraverso note ed emozioni.

  1. Quali sono le vostre principali influenze musicali e come le incorporate nel vostro stile?

    Credo che le influenze che caratterizzano maggiormente questo mio progetto solista siano alcuni musicisti alternative degli anni ’90: Chris Cornell, Jeff Buckley, i Pearl Jam… Ma non solo. Sicuramente i Led Zeppelin sono una delle mie influenze principali. Può sembrare strano ma anche lo Stevie Wonder degli anni ’70 ha avuto un certo ascendente sul mio modo di intendere la scrittura dei pezzi. Quanto a incorporarle, non ho una risposta, nel senso che scrivo musica in maniera molto libera e viscerale. Solo in retrospettiva riesco a capire da cosa sono state influenzate certe melodie.



  2.  Cosa vi ispira a scrivere le vostre canzoni e quali sono i temi ricorrenti nei vostri testi? 

    L’ispirazione viene semplicemente dal prendere in mano la chitarra perché sento l’urgenza di doverlo fare, un po’ come fosse un rifugio da tutte le ansie della vita… Dopodiché la musica scorre, e solo ciò che resta vale la pena di metterlo su un disco. Per quanto riguarda i testi, mi piace spesso raccontare delle storie. Sicuramente i temi più ricorrenti riguardano la decadenza, la malinconia, le illusioni che il nostro cervello crea…


  3. Qual è stata la vostra esperienza più memorabile sul palco e perché? 

    Sicuramente quando nel 2013 (sono passati già 11 anni!) ho suonato con la Alex Carpani Band insieme a David Jackson sul palco del festival Virada Cultural a Sao Paulo del Brasile… Un evento open air gigantesco che dura 48 ore in giro per tutta la metropoli. Non so quantificare il pubblico ma al nostro concerto erano migliaia, e tutti estremamente partecipi e affettuosi. È stata un’esperienza unica che mi porterò nel cuore, anche per le belle persone conosciute e le mangiate di picanha!


  4. Quali sono i vostri progetti futuri e quali sono le vostre ambizioni artistiche? 

    Fare Out of the Box è stato un processo molto lungo e complicato per vari motivi. Per adesso mi godo questo momento in cui finalmente il 24 maggio celebriamo l’uscita del disco con un release party da U/N club. Dopodiché, non ho le idee chiarissime. Ho già una mezza idea di fare un ep con alcuni pezzi voce e pianoforte insieme all’amico Angelo Racz, che già ha lavorato su Out of the Box. Poi mi piacerebbe dedicarmi un po’ al mio tributo rock ai Beatles, i Magical Mysteries. E sto anche provando a scrivere pezzi in italiano, dopo tanti anni di inglese forse è arrivato il momento.


  5. Come avete sviluppato il vostro suono distintivo e come lo descrivereste?

    È difficile da descrivere, forse dovrebbe farlo qualcun altro al posto mio: dare un’etichetta alle proprie cose è sempre difficile. Diciamo che l’obiettivo è di avere un suono abbastanza ruvido, naturale. Tempo fa, quando facevo principalmente hard rock, attaccavo alla chitarra vari effetti, distorsione al massimo eccetera. Oggi invece attacco la chitarra diretta nell’amplificatore, tengo la distorsione a poco più che un crunch. Non cambio nemmeno il canale ma per fare il suono pulito mi limito ad modulare il volume della chitarra. Insomma, ho cercato di togliere ogni fronzolo e avere un approccio più naturale, se vogliamo “sincero”. Lo stesso vale per la mia voce, non cerco timbriche artificiali ma mantengo il mio timbro naturale. Ovviamente cerco comunque di interpretare a mio gusto i pezzi. Graffiati quando devono esserlo, senza sforzarmi di avere un cantato “pulitino”, ma nemmeno mi sforzo di essere qualcos’altro rispetto al me stesso al 100%. Se poi questo sound possa piacere o meno, saranno gli ascoltatori a dirlo.


DISCOGRAFIA

MAZMA RILL SPECIALE INTERVISTE


RISING STARS INTERVISTE: SPECIAL GUEST MAZMA RILL


INTERVISTA: DIETRO LE QUINTE

Quarantatreesimo appuntamento con Rising Stars Speciale Interviste (MAZMA RILL), il salotto dedicato agli artisti e alle band indipendenti, curato da Arianna Rebel!

Gli ospiti di oggi, all’interno del nostro format, sono i MAZMA RILL che ci propongono LOST IN SPACE.

Arianna Rebel, con la sua contagiosa allegria e un sorriso sempre pronto, si addentra in un mondo di storie sempre diverse, ma unite da una sola passione: quella per la musica. Attraverso le sue parole, ci svela i progetti, le gioie e le fatiche di artisti, visionari e sognatori, che con la loro arte abbelliscono e arricchiscono il panorama musicale.
La produzione è curata Ark.

Info e iscrizioni su 

risingstars@rockandwow.it 


BIOGRAFIA

I Mazma Rill, precedentemente noti come Aneurisma, sono un gruppo Alternative Rock di Pescara. La band si è formata nel 2011, quando Antonio Orlando, voce e chitarrista, ha incontrato Luca Degl’Innocenti, bassista e corista. La band raggiunge la sua formazione completa con l’arrivo del batterista Ettore Saluci, consolidando un sound duro, aggressivo e psichedelico che contraddistingue le loro composizioni.

In seguito alla pubblicazione del loro primo Ep omonimo, calcano i palchi di numerosi festival e club ricevendo recensioni e accoglienze positive.
Nel 2016, sono stati ospiti di un’edizione del ‘Bussi Rock Festival’, dove hanno condiviso il palco con gli I Wolf. Questi ultimi erano reduci dal successo ottenuto nel talent show ‘The Voice of Italy’

Nell’Aprile del 2017, partecipano al premio nazionale “Brano Inedito” suonando nello storico locale romano la “Locanda Blues”, evento seguito on line da oltre 10.000 spettatori.

Nel 2018, i Mazma Rill si uniscono all’associazione “#nonsiamosoli”. Partecipano alla “Compilation #nonsiamosoli vol.1”, che promuove nuovi talenti italiani. Lo stesso anno, si esibiscono all’Anfiteatro di Pescara per “L’Indipendente Festival”. Lì, condividono il palco con noti artisti nazionali, ottenendo grande apprezzamento.

Nel 2020, la band ha segnato un momento significativo. A maggio, il loro singolo d’esordio “Never Say” ha debuttato sulle radio. Il video è stato presentato in anteprima su “SpazioRock”, un noto magazine.

Inoltre a ottobre, dopo un’attenta preparazione, su ‘Rockon Italia’ è stata pubblicata l’anteprima del secondo singolo ‘Insanity’. Questa è seguita dal lancio di un videoclip ufficiale.

Nel maggio 2021, i Mazma Rill hanno fatto il loro debutto con ‘Come Undone’, il loro terzo singolo, in una collaborazione trasversale con i californiani ‘Rotten Apple’. Questo brano, insieme agli altri singoli, fa parte del loro primo album ‘Inside My Rage’, che ha visto la luce nel giugno 2021.
A novembre del 2021, i Mazma Rill firmano un contratto con la “Ghost Label Record” per rafforzare la loro produzione artistica.

Nella primavera del 2022, la band ha ripreso a esibirsi dal vivo. Con concerti in locali e festival, hanno rafforzato il loro stile unico, riconosciuto da oltre un decennio.

Da segnalare alcuni importanti concerti negli storici live club “Traffic” e “Velvet” di Roma e allo “Zuita” di Treviso.

Dopo un intenso decennale di attività tra produzioni e live, i Mazma Rill hanno iniziato un nuovo percorso artistico.

In questa nuova fase, sempre inclini alla sperimentazione, hanno adottato un nuovo nome per segnare una svolta.

I Mazma Rill hanno recentemente completato la registrazione del loro ultimo album. Il lavoro si è svolto presso lo storico Busker. La supervisione è stata affidata a Fabio Ferraboschi. L’album si intitola Lost in Space ed è stato rilasciato il 3 maggio 2024


Mazma Rill Intervista e Biografia

RECENSIONE
a cura di Andrea Febo

L’album “Lost in Space” dei Mazma Rill si rivela un’opera complessa e sfaccettata, che riflette un’evoluzione significativa nel percorso artistico della band.

Ogni traccia dell’album appare come un tassello di un mosaico più ampio, in cui la ricerca di un suono distintivo si fonde con l’espressione di tematiche profonde e personali.

La produzione meticolosa e l’attenzione ai dettagli sono evidenti, creando un’esperienza d’ascolto che è sia coinvolgente che riflessiva.

La capacità di una band di attraversare con successo diversi generi musicali è un segno distintivo di grande talento e versatilità. Navigare attraverso le acque dell’alternative rock, dell’elettro pop, del grunge e delle ballate richiede una comprensione profonda di ogni stile e la capacità di fondere elementi in modo che risuonino con l’ascoltatore.

Creare un sound unico che sia variegato e al contempo gradevole è una vera arte, e le band che ci riescono, spesso lasciano un’impronta indelebile nella musica. Questa fusione di generi non solo arricchisce l’esperienza dell’ascoltatore, ma contribuisce anche all’evoluzione della musica stessa, spingendo i confini e introducendo nuove possibilità espressive.

La voce di Antonio Orlando, si distingue per la sua capacità di trasmettere emozioni autentiche, che si adattano perfettamente alle diverse atmosfere create dai brani. Inoltre Antonio Orlando, ha dato vita a dei riff di chitarra molto originali, che arricchiscono i brani con le loro sonorità corpose e scure.
Il basso di Luca Degl’Innocenti e la batteria di Ettore Leuci, non sono semplici accompagnamenti, ma elementi portanti che contribuiscono a definire e potenziare l’identità musicale dei Mazma Rill.

“La traccia “Obscene” si distingue come un potente inizio per l’album, stabilendo immediatamente un’atmosfera intensa che permea l’intera esperienza d’ascolto. Con le sue radici nel grunge, il brano sfoggia una robustezza e una forza che catturano l’ascoltatore, grazie a un ritmo serrato che non perde mai vigore.
La voce di Antonio Orlando, graffiante e potente, domina la scena, aggiungendo un ulteriore strato di profondità e carattere alla canzone.
Questo pezzo non solo rende omaggio al genere grunge, ma lo reinventa, offrendo una moderna interpretazione che è: sia rispettosa delle sue origini, che innovativa.

Nel brano “NO ONE” le sonorità elettroniche danno un tocco di gravità all’atmosfera, con una base ritmica semplice ma incisiva. Nel ritornello, la melodia si fa più dolce, accentuata dall’interpretazione emotiva del cantante che trasmette tutta la sofferenza del testo.
Verso la fine, il basso diventa più prominente, aggiungendo ulteriore profondità al tema musicale.

Lost in Space” è un brano che si distingue per il suo riff di chitarra coinvolgente, supportato dal basso e dalla batteria, che insieme, creano un ritmo ipnotico.
Questa canzone guida l’ascoltatore verso un ritornello tipicamente grunge, contraddistinto da una variazione costante rispetto alle strofe.
La voce poderosa e penetrante del cantante crea un’esplosione di energia e rabbia, trasmettendo un’intensità emotiva molto forte.
La combinazione di elementi musicali e l’interpretazione del cantante, rendono “Lost in Space” un brano che si distingue per la sua forza espressiva e la sua capacità di catturare l’attenzione dell’ascoltatore.

Frame of Mind” è davvero una canzone magnetica e coinvolgente che cattura l’attenzione sin dall’inizio con sonorità intriganti e misteriose.
La voce si fa sempre più potente fino a esplodere nel ritornello, gridando con forza.
Il riff di chitarra dominante sullo sfondo è il perno essenziale nel tema del brano, mentre la parte ritmica crea un’atmosfera piena di mistero.
L’outro si chiude dolcemente con cori eterei che si fondono nella bellezza complessiva della canzone.

Il brano “Fake Man” si distingue per la sua aggressività rispetto ai precedenti, con una ritmica molto interessante, che varia in modo particolarmente differente tra strofa e ritornello, tipicamente grunge.
Il cantante riesce indubbiamente a coinvolgere l’ascoltatore con la sua voce mordace, creando un’atmosfera travolgente. Le parti ritmiche sono molto variegate, con cambi che arricchiscono il brano e lo rendono estremamente energico.

Il brano “Alone” dei Mazma Rill è un’opera che evidenzia la profondità artistica della band, con una voce potente e energica che domina la scena.
La chitarra distorta di Antonio Orlando, aggiunge un sottofondo deciso e accentua l’intensità della voce, mentre il basso e la batteria lavorano in perfetta armonia per creare un tappeto ritmico coinvolgente.
La combinazione di questi elementi musicali definisce in modo efficace l’atmosfera del brano, mostrando la maestria e la creatività dei Mazma Rill.

Let Me In” brano che presenta una perfetta armonia tra la voce e il basso, che procedono in perfetto unisono, sostenuti da una batteria fortemente cadenzata .
La strofa risulta essere estremamente accattivante e originale, come del resto tutto l’album.
Il ritornello, invece, sorprende per le sue sonorità leggere e imprevedibili, che si inseriscono alla perfezione in una canzone che riesce a trascinare, chi ascolta, dall’inizio alla fine.

Voices” è una canzone che si distingue per la sua bellezza e intensità. La band dimostra una grande maturità artistica, riuscendo a mescolare vari stili musicali e creando un vero capolavoro per il rock italiano.
Le emozioni trasmesse attraverso le parole e la musica di questa ballata sono palpabili, rendendo l’ascolto un’esperienza coinvolgente e memorabile.
Con Voices, la band conferma il proprio talento e la capacità di creare brani che lasciano un segno nel panorama musicale nazionale.

Last Words” è un brano che inizia con una potenza immediata, catturando subito l’attenzione dell’ascoltatore. La batteria potente spinge il brano in avanti, conferendogli un’energia immensa. La chitarra inizia in modo distorto per poi ammorbidirsi con un arpeggio gradevole, ma nel ritornello ritorna alla sua forza iniziale. Come nei brani precedenti, la voce offre una performance variegata e degna di encomio, adattandosi alle continue variazioni con grande abilità.

Blow a Kiss” è una dolcissima ballata che completa in modo molto gradevole l’opera dei Mazma Rill. Dopo le sonorità forti e decise ascoltate nella maggior parte dell’album, l’inclusione di un brano dalle sonorità così oniriche rende il finale assolutamente appagante.
La chitarra acustica, il pianoforte e il violino accompagnano la voce in un sognante viaggio musicale, creando un’atmosfera avvolgente e suggestiva. La delicatezza e la maestria con cui gli strumenti si fondono tra loro conferiscono a questa traccia un’aura di magia e romanticismo, che la rende davvero memorabile.

In definitiva, “Lost in Space” è un album che merita attenzione e apprezzamento per la sua capacità di connettere con l’ascoltatore a livello emotivo, mentre sfida e soddisfa a livello intellettuale.
I Mazma Rill hanno creato un lavoro che convince, un album che si distingue nel panorama rock contemporaneo per la sua originalità e integrità artistica.


L’album “LOST IN SPACE” si distingue per la sua natura aggressiva e psichedelica, un marchio distintivo delle composizioni della band.
La band non si limita a esplorare nuovi orizzonti sonori, ma si immerge anche in un viaggio umano, cercando di spingersi oltre i confini dell’esperienza convenzionale.
La loro musica è un invito all’esplorazione, non solo di nuove armonie e ritmi, ma anche di nuove prospettive emotive e intellettuali.
L’album è stato accolto con recensioni generalmente favorevoli, evidenziando la capacità della band di creare un’atmosfera densa e coinvolgente che cattura chi ascolta, trasportandolo in un viaggio attraverso paesaggi sonori intricati e ricchi di sfumature.
Gli amanti delle sperimentazioni, troveranno in “LOST IN SPACE” un’opera che sfida le convenzioni e invita a un’esperienza d’ascolto che è tanto provocatoria quanto gratificante.



INTERVISTA PER ROCKANDWOW
a cura di Arianna Rebel

Nel salottino virtuale dedicato agli artisti di Rising Stars, la redazione di Rockandwow ha accolto degli ospiti molto talentuosi i: MAZMA RILL.
In questa speciale intervista, la band ha rilasciato due gemme: una sotto forma di registrazione audio e l’altra tramite parole scritte. Un doppio incontro con la loro musica e la loro anima, che ci porta in un viaggio attraverso note ed emozioni.

  1. Come vi siete conosciuti e come avete scelto il nome della band?

    Ci siamo conosciuti nel 2011 e, da subito, abbiamo deciso di formare una band per suonare le canzoni dei nostri gruppi preferiti. Per dieci anni siamo stati gli ‘Aneurisma’ e, di recente, abbiamo cambiato il nome in ‘Mazma Rill’. Il nome deriva dalla tradizione popolare abruzzese: ‘Mazzemarille’ è un termine dialettale che indica una specie di folletto o gnomo dispettoso, celato nei boschi abruzzesi. Abbiamo giocato un po’ con le parole e, da ‘mazzemarille’, siamo diventati i ‘Mazma Rill’, che più o meno si legge allo stesso modo.



  2. Quali sono le vostre principali influenze musicali e come le incorporate nel vostro stile?

    Non nascondiamo che la maggior parte delle nostre influenze e del nostro background musicale provengono principalmente dal rock degli anni ’90. Band come i Radiohead, gli Smashing Pumpkins o i Porcupine Tree hanno influenzato profondamente la nostra musica. Ma ci sono anche molte influenze melodiche che provengono dalla tradizione italiana, un esempio è Lucio Battisti, che riteniamo un vero genio della musica.


  3. Come descrivereste il vostro processo creativo e come collaborate tra di voi?

    Le composizioni partono sempre dalla chitarra, che è il fulcro di tutto. I testi arrivano in un secondo momento, ma le melodie vocali sono già presenti e aspettano solo di trasformarsi in parole. I nostri ingranaggi compositivi scaturiscono spontanei, con il basso e la batteria che vanno a creare un’atmosfera intorno al brano. L’evoluzione è variata a seconda delle canzoni: alcune sono nate d’impatto, altre hanno avuto bisogno di una struttura più complessa. Infine, riusciamo a fondere l’armonia che dà vita alla nostra musica, portando con sé le nostre esperienze, i nostri ascolti e le nostre passioni.


  4. Cosa fate nel tempo libero quando non suonate o registrate musica?

    Prima di essere musicisti, siamo tre amici che amano stare insieme, che hanno passioni anche molto distanti da quelle musicali e che si ritrovano a bere una birra non solo dopo le prove, ma anche in giorni qualsiasi della settimana. Forse è anche questione di fortuna, ma tra noi c’è stato sempre un buon rapporto. Ovviamente, come in tutte le band, ci sono anche forti discussioni… ma finisce lì, e poi amici come prima.


  5. Avete mai collaborato con altri artisti o band? Se sì, come è stata l’esperienza?

    “La nostra unica collaborazione è nata durante il lockdown con una band americana di nome ‘Rotten Apple’. Tutto è iniziato in maniera casuale, tramite alcuni messaggi scambiati sui social, e siamo entrati in sintonia sia a livello musicale che personale. Nel nostro repertorio c’era un pezzo che si prestava alla perfezione per questa iniziativa, e gli abbiamo chiesto di aggiungere qualche verso. Da questo contributo è stato pubblicato un singolo che si intitola ‘Come Undone’.


  6. Quali sono i vostri piani per il futuro in termini di tour e nuove uscite musicali?

    Nell’ultimo anno siamo stati principalmente chiusi in studio per scrivere il nuovo album e non vediamo l’ora di tornare a suonare live. La lontananza dal palco si fa sentire, e tutto ciò che gira intorno a un live ancora di più. Sicuramente continueremo a lavorare ai pezzi nuovi che abbiamo in cantiere, che per forza di cose abbiamo tralasciato un po’, e soprattutto pubblicheremo il nuovo album ‘Lost in Space’, che dal 3 maggio sarà disponibile in formato vinile e in tutti i digital store.


  7.  Qual è il vostro consiglio per le giovani band che stanno iniziando la loro carriera musicale?

    Fate le cose con il cuore, suonate il vostro strumento e fate in modo che le vibrazioni sfiorino l’anima. Non pensate al successo, la musica è libertà. Bisogna solo lasciarsi andare e riuscire ad emozionare chi vi ascolta. Per questo genere di emozioni abbiamo fondato la band e siamo fieri di aver sempre suonato musica sincera.


  8. Come vi siete evoluti come musicisti e come band nel corso degli anni?

    Nel tempo, il nostro stile ha subito una notevole evoluzione, come è normale che sia, e il nostro repertorio attuale presenta brani più complessi e strutturati, con influenze che vanno dalla psichedelia alla musica elettronica. I primi lavori erano più d’impatto e meno ricercati rispetto a quelli di oggi, sia nei suoni che nelle composizioni. Nel corso degli anni ci siamo raffinati. Sicuramente ha influito il fatto che, oltre ad essere migliorati molto come musicisti, siamo cresciuti come persone.


  9. Parlateci del nuovo album.

    Il nostro nuovo album si chiamerà “Lost in Space”. In questo lavoro abbiamo riflesso l’incertezza che stiamo vivendo in questo periodo storico. L’avvicendarsi di pandemie, guerre e cambiamenti climatici ci ha reso vulnerabili e ci proietta in uno stato di smarrimento. Metaforicamente parlando, ci fa sentire un po’ come persi nello spazio. Dal punto di vista musicale, c’è stata una notevole maturazione. L’aver registrato al Busker Studio sotto la supervisione di un produttore esperto come Fabio Ferraboschi ci ha aiutato ad esplorare nuovi orizzonti musicali. Siamo molto soddisfatti di questo lavoro e non vediamo l’ora di farvelo ascoltare.


DISCOGRAFIA