JIMI HENDRIX BIOGRAFIA

JIMI HENDRIX BIOGRAFIA. Unico nel suo stile, cambiò la storia della chitarra elettrica, dando vita a quasi la totalità dei suoni che ascoltiamo oggi.
JIMI HENDRIX BIOGRAFIA. Unico nel suo stile, cambiò la storia della chitarra elettrica, dando vita a quasi la totalità dei suoni che ascoltiamo oggi.
Fumetto a cura di Marco Fiorenza

ROCK USA


IL RIVOLUZIONARIO DELLA CHITARRA ELETTRICA

JIMI HENDRIX BIOGRAFIA. Unico nel suo stile, Hendrix cambiò la storia della chitarra elettrica, dando vita a quasi la totalità dei suoni che ascoltiamo oggi.
Seppe trarre un’innumerevole quantità di diversi effetti timbrici, giungendo a suonare anche con i denti, con il gomito e con l’asta del microfono.
Ha completamente e irreversibilmente mutato l’approccio alla chitarra elettrica, dando al rock, quel marchio adrenalinico e selvaggio, che lo caratterizza da ogni altro genere musicale.
La sua carriera, è stata particolarmente breve, ma intensa, tanto da lasciare un segno indelebile. Ha dato vita alla trasformazione del rock, attraverso un mix di vari generi musicali, hard rock, blues, rhythm e funky.
La sua genialità, lo ha portato a diventare una vera e propria icona del rock, nonché uno dei più grandi chitarristi della storia della musica.

IL SUCCESSO

Grazie alle sue doti straordinarie, nel giro di poco tempo diventa il chitarrista di Little Richard, Wilson Pickett, Tina Turner e King Curtis.
Due suoi concerti hanno riscosso un grandissimo successo a livello mondiale. Uno, fu il Festival di Monterey nel 1967, in cui concluse la sua esibizione dando fuoco alla chitarra davanti a tutti i fans, che rimasero attoniti e sbalorditi. L’altro, fu il Festival di Woodstock nel 1969, dove cantò l’inno nazionale statunitense, in maniera particolarmente provocatoria ed indisponente, come atto di sfida alla guerra del Vietnam.

LO STILE

Nel 1965, al Greenwich Village, forma il suo primo complesso stabile, ottenendo un contratto per esibirsi regolarmente. Si focalizza nello studio della tecnica esecutiva, in cui arriva a vertici difficilmente avvicinabili, nello specifico, le capacità raggiunte nel trattamento del suono o della singola nota.
L’innovativo stile di Hendrix nel combinare distorsioni lancinanti, piene di dolore, ad una pura vena blues, crea di fatto una nuova forma musicale, che si avvale di tutta la tecnologia legata allo strumento. Dal finger-picking al wah-wah, dal plettro ai pedali, dal feedback all’effetto Larsen, dai controlli di tono ai distorsori. Nei suoi quattro anni di “regno”, Hendrix, diventa un maestro nel riuscire a tirar fuori dalla chitarra, suoni mai ascoltati prima di allora. Addirittura, spesso, con esperimenti di amplificazione che portano al limite, se non oltre, le capacità delle attrezzature impiegate.


Le sue esibizioni si distingono per l’energia del suo modo di suonare e per l’irresistibile carica sessuale dei suoi atteggiamenti.
Hendrix ha compiuto una rivoluzione sorprendente, accostabile, alle innovazioni apportate al modo di suonare la sei corde, da Charlie Christian, Django Reinhardt, Chuck Berry.
Con Hendrix, il feedback diventa un’arte, non più un fastidioso difetto. La distorsione, spinta ai massimi limiti, è potenza e delicatezza al contempo. Le linee melodiche e armoniche, della chitarra elettrica, si intrecciano e si fondono con naturalezza e perfezione come mai in precedenza. La valenza liberatoria dell’atto musicale assume, con Jimi, un nuovo e travolgente significato.
Hendrix è stato un ciclone che attraversa la scena del rock, proprio perché il rock è il genere musicale dove più che in ogni altro contano il suono e l’immagine. La forma, quindi, oltre che i contenuti, come si evidenzierà sempre di più con gli anni e con l’avvento dell’elettronica e l’evoluzione dell’iconografia rock.

IL CHITARRISTA MANCINO

Pur essendo mancino, Hendrix utilizzava modelli standard adattati ad essere suonati a rovescio, invertendo le corde ed il fissaggio alla tracolla. Tale peculiarità aveva delle conseguenze da un punto di vista della praticità ed anche del sound. Infatti, invertendo il lato di utilizzo della chitarra, la leva del vibrato ed i potenziometri del tono e del volume, erano sopra le corde. Inoltre le corde, invertite per consentire la suonabilità dello strumento a rovescio, ricoprivano, rispetto ai magneti dei pickup, posizioni esattamente opposte alla norma. Il risultato era di ottenere un timbro più chiaro dalle corde basse ed una pasta sonora più corposa dalle corde alte. Al contrario, l’accessibilità ai tasti superiori al 18º risultava compromessa a causa dell’asimmetria del corpo rispetto al manico delle Stratocaster. Ciò comportava , soprattutto per le corde più acute , l’impiego di diteggiature non ortodosse nell’esecuzione di bending e vibrato.

JIMI HENDRIX EXPERIENCE

Nel 1967, dopo svariate e sfortunate avventure nel suo paese natale, Hendrix, sotto la guida di Chandler, vola verso il Regno Unito. Qui gli vengono affiancati due musicisti: il bassista Noel Redding e il batterista Mitch Mitchell. Nasce la Jimi Hendrix Experience, una delle band più importanti della storia del rock.
Il primo singolo dell’Experience, “Hey Joe”, rimane nelle classifiche inglesi per dieci settimane, raggiungendo la sesta posizione nel tardo 1967. Il singolo del debutto è velocemente seguito dal lancio dell’LP “Are You Experienced?”, una compilation psichedelica zeppa di inni generazionali. L’LP non a caso rimane uno dei più popolari album rock di tutti i tempi.
Nonostante lo schiacciante successo della Hendrix Experience in Inghilterra, è solo al ritorno della band in America, che diviene il gruppo più popolare del mondo, tanto che, Jimi raccoglie un’ovazione interminabile.

LA PRIMA CHITARRA BRUCIATA

Siamo nel 1967 e al Monterey Pop Festival, Jimi e Pete Townshend degli Who si stanno scannando per chi debba salire prima sul palco. Alla fine, la band britannica si conquista la precedenza, concludendo la sua famelica esibizione con la distruzione della chitarra di Pete. Ma Jimi non si lascia scoraggiare e porta sul palco il suo spirito indomabile, tra giravolte, chitarra suonata con i denti e sulla schiena, capovolte e altri pirotecnici virtuosismi che si chiudono con la cinerea dedica alla sua Fender. Per questa performance, Jimi raccoglie un’ovazione interminabile.
E non è tutto, perché sembra che un roadie del concerto, abbia raccolto i pezzi dello strumento per darli a Frank Zappa. Lo storico chitarrista avrebbe poi rimesso insieme i frammenti in una nuova chitarra.

ICONA ESTETICA E CINEMATOGRAFICA

Lo stile di Jimi, come commistione di blues e hard rock, fino alla componente più acida, lisergica e psichedelica si incarna nella sua persona. Dai blazer con il collo alla coreana, alle camicie policromatiche, fino ai numerosi anelli con pietre e gli immancabili stivaletti in pelle. Jimi regalava eleganza romanzata al suo sound. E così viene ritratto nel film del 2014, Jimi: All Is By My Side. Ma è anche protagonista dei documentari che l’hanno visto in azione: Monterey Pop (1968) e Woodstock (1970).
L’eterna icona estetica viene anche celebrata in un cult di Carlo Verdone, “Maledetto il giorno che t’ho incontrato”. E non solo, perché Hulk Hogan, il wrestler più famoso al mondo, ha preso “Voodoo Child” come canzone del suo ingresso.

ELECTRIC LADY STUDIOS

Si tratta dei più antichi studi di registrazione che siano presenti a New York. Furono fondati proprio da Jimi Hendrix, nel 1970, insofferente al “music business”, conseguenza del successo del suo album Electric Ladyland, del 1968. Con il tempo questo luogo divenne importante e celebre, perché sede delle registrazioni di grandi artisti, tra i quali: David Bowie, Rolling Stones, John Lennon, Stevie Wonder, Patti Smith, Kiss, Led Zeppelin, AC/DC, Santana, Guns N’ Roses, U2, Depeche Mode.

LA MORTE E LA SUA EREDITÀ

La sua vita si concluse tragicamente. Era il 18 settembre 1970: Hendrix fu trovato morto in una stanza del Samarkand Hotel di Londra, stroncato da una dose eccessiva di barbiturici. Intorno al patrimonio di Hendrix si è scatenato un vespaio di beghe legali e di operazioni speculatrici. Come in vita, anche dopo la morte il grande chitarrista nero è stato manipolato da impresari senza scrupoli. Hendrix, infatti, fu uno degli artisti più spremuti dall’industria discografica, che continuò a pubblicare a getto continuo ogni sua sorta di esecuzione. Uno dei tanti esempi, è l’imponente “The Jimi Hendrix Experience”, un box di hit e inediti assemblato dalla Hendrix Foundation (di fatto il padre di Jimi, Al).

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JIMI HENDRIX IN VENDITA IL SUO AMPLIFICATORE MARSHALL

JIMI HENDRIX, IN VENDITA IL SUO AMPLIFICATORE MARSHALL. La storica testata riporta la scritta J.H. EXP. e le quotazioni partono da una base di 350.000 $
JIMI HENDRIX, IN VENDITA IL SUO STORICO AMPLIFICATORE MARSHALL: FU USATO ANCHE A WOODSTOCK. La storica testata riporta la scritta J.H. EXP. e le quotazioni partono da una base di 350.000 dollari

ROCK NEWS


L’AMPLIFICATORE

JIMI HENDRIX, IN VENDITA IL SUO STORICO AMPLIFICATORE MARSHALL
Uno degli storici amplificatori usati da Jimi Hendrix è stato messo in vendita online, sul sito Reverb.com, con un prezzo base di 350.000 dollari. In particolar modo, si tratta di un Marshall Super Lead 100. Secondo Reverb.com, venne usato dal chitarrista a partire dall’aprile 1969.

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DA WOODSTOCK ALL’ISOLA DI WHITE

L’amplificatore, accompagnò il leggendario Hendrix in alcune delle sue più memorabili esibizioni, come quelle al Rainbow Bridge Vibratory Color Sound Experiment, al Festival dell’Isola di Wight, al Germany’s Open Air Love & Peace Festival e, soprattutto, al Festival di Woodstock. Molto probabilmente, venne anche usato per delle prove e delle sessioni di registrazione dell’album Band Of Gypsys.



CARATTERISTICHE TECNICHE

A livello tecnico, si tratta di un amplificatore da 100 watt, con quattro valvole di potenza EL-34 e tre valvole di pre-amplificazione ECC-83 / 12AX7. Gli interni sono stati cablati a mano, secondo quanto risulta dall’epoca di costruzione.

La distorsione, (per la quale è celebre questo storico amplificatore), venne ottenuta portando la manopola del volume ben oltre il limite. In diversi punti dell’amplificatore si trova la scritta ‘J.H. EXP.’, ovvero Jimi Hendrix Experience, insieme con la dicitura “handle with care”.

La macchina, si trova in buono stato, tranne un piccolo difetto sulla lettera M del logo Marshall frontale, la quale risulta un po’ sbeccata.

IL PREZZO

Il pacco, viene venduto accompagnato da una lettera di ispezione di Phil Wells, capo dei servizi di archiviazione e patrimonio di Marshall.
Infine, il prezzo, che parte dai 350.000 dollari iniziali, sta salendo e l’interesse cresce di minuto in minuto. Infatti, sempre più persone, secondo Reverb.com, stanno visionando questo importante reperto del rock per portarselo a casa!