PILAF


RISING STARS INTERVISTE SPECIAL GUEST: PILAF


INTERVISTA: DIETRO LE QUINTE

Quinto appuntamento con Rising Stars Speciale Interviste (PILAF), il salotto dedicato agli artisti e alle band indipendenti curato da Arianna Rebel!

Il quinto ospite all’interno del nostro format è Pilaf che ci propone il singolo “Grandi Magazzini“, che anticipa il nuovo album in studio “Punk Rock Spot V1”, un viaggio esilarante tra le sigle delle pubblicità, dei telefilm e dei film anni ’80 e ’90, riadattate in chiave punk. 

Intervista condotta da Arianna Rebel, la quale si pone, come suo solito, in una versione frizzante e cordiale verso il protagonista di oggi.
La Produzione e la post produzione sono a cura di Ark.

Info e iscrizioni su 

risingstars@rockandwow.it 

BIOGRAFIA

PiLaF, al secolo Walter Roncaglia, è un fonico, musicista e produttore novarese. La sua natura creativa e versatile lo spinge a esplorare diversi strumenti musicali, iniziando dalla batteria, la sua passione principale. Successivamente si dedica al basso, alla chitarra e infine al canto. Nel 2022 esce il suo primo album solista di brani originali, intitolato “iO 36”. Si tratta di un concept album che racconta i primi 36 anni della sua vita, mescolando elementi rock ed elettronici in uno stile punk rock pop sperimentale.

Ad aprile 2023, insieme al singolo “Grandi Magazzini”, vede la luce il nuovo album in studio “Punk Rock Spot V1”, un viaggio esilarante tra le sigle delle pubblicità, dei telefilm e dei film anni ’80 e ’90, riadattate in chiave punk. 


RECENSIONE
A cura di Luca Di Criscio

Grandi Magazzini” è il nuovo singolo dell’artista novarese PiLaF, al secolo Walter Roncaglia. È stato pubblicato nell’aprile del 2023, ed è il brano che anticipa la pubblicazione del prossimo disco in studio del musicista: “Punk Rock Spot Vol. 1”.
Il singolo che ha costituito il preludio al rilascio di questo disco, non esula da questa logica. Nello specifico, si tratta di una cover della sigla dell’omonimo film del 1986, con Lino Banfi e Paolo Villaggio, riproposta in una veste totalmente nuova, ironica e inaspettata.


Questa versione di “Grandi Magazzini”, molto meno all’italiana di quella originale, parte con gli strumenti, che in modo molto minimale, accompagnano la voce di PiLaF all’interno di questo ironico testo.
Tra un prodotto e l’altro, grazie a un crescendo continuo e progressivo, si arriva al noto ritornello, che per l’occasione indossa qui una veste spiccatamente punk ed esplode in un tripudio di chitarre distorte e sgangherate, basso e batteria che suonano con ritmo serrato e marcato.

Con questo brano, sporco ma potente, breve ma intenso, PiLaF ha modo di mettere in mostra tutte le sue potenzialità come musicista e produttore.
Infatti, la cover è stata realizzata interamente da lui. Ha curato tutta la parte strumentale, vocale e di produzione, del suo singolo.

Con un lavoro del genere, che non può che essere lodato, Pilaf ci regala un piacevole assaggio, di ciò che il suo prossimo album in studio avrà da riservarci.

L’INTERVISTA
A cura di Arianna Rebel

La redazione di rockandwow ha ospitato, nel salottino virtuale dedicato agli artisti di Rising Stars, Pilaf che ha rilasciato ben due interviste distinte: una audio e una scritta.


1. Quali sono le tue principali influenze musicali e come le
incorpori nel tuo stile?

Certamente il punk rock all’italiana, gruppi come i Derozer,
i Pornoriviste e un pizzico dell’ironia di Rino Gaetano. Sono
artisti che mi scorrono nelle vene e incorporarli nel mio
stile è un gesto naturale.

2. Cosa ti ispira a scrivere le tue canzoni e quali sono i
temi ricorrenti nei tuoi testi?

Parlo di me stesso, della vita in generale e di come
affrontare gioie e avversità. Traggo ispirazione dal cammino
di tutti i giorni, da ciò’ che incontriamo,
dalle persone e da quello che ci circonda.

3. Come descriveresti il tuo processo creativo?

Sono un solista, il processo creativo è entusiasmante, mi
sveglio la mattina, prendo in mano la chitarra acustica con
una idea in testa, compongo, in studio arrangio registro
mixo e masterizzo, entro massimo 5 ore è tutto pronto da
pubblicare. È molto divertente, ho tutto in casa pronto
all’uso.
Infatti sono un produttore, mi viene facile perciò è ancora
più spontaneo. Inoltre non devo aspettare le lungaggini
logistiche di una band, faccio riferimento solo a me stesso.

4. Come ti prepari per i tuoi concerti e quali sono le
tue routine pre e post show?

Per ora il progetto non prevede live, ma in futuro chi lo sa!
Diciamo che ci metto poco a metter su una band valida, a Novara siamo
pieni zeppi di bravissimi musicisti.

5. Qual è stata la tua esperienza più memorabile sul palco
e perché?

Ne ho fatte tante, con gli Harry Popper e con i Birra2o, ti
racconto di quella volta in cui un tizio ci provo’ con la mia
ragazza dell’epoca, nome di fantasia Undici. Undici mi
accompagno’ al concerto dei Birra2o (ero il batterista) in
apertura ai mitici Peter Punk, sarà stato il 2010 circa, finito
il concerto ci spostammo in camerino a far festa, un tizio
l’aveva puntata, non aveva mica capito che era la mia
ragazza. Gli stette addosso tutta sera con battutine e
ammiccamenti fin quando non mi dichiarai, lo presi con
calma e gli dissi “Ehi guarda che Undici è la mia ragazza”
e Sbram gli infilai la lingua in bocca, a lui capisci, una
limonata d’altri tempi… non ebbe più il coraggio di
provarci con lei e se ne andò con la coda tra le gambe!
Sono soddisfazioni, ho marcato leggermente il territorio…

6. Qual è il tuo pubblico ideale e come interagisci con i
tuoi fans?

Io mi trovo bene con i ragazzi, intendo gli adolescenti e
post adolescenti, sono i migliori perché sono sinceri e
ancora non hanno la mente corrotta dai vari cliché. Se
devono dirti una cosa te la dicono, sia che sia un
complimento, sia che sia un insulto. Però diciamo che per il
genere che faccio, il mio target sono i 30enni…almeno è
quello che dice il mercato.
Molto probabilmente il mercato cambierà drasticamente nei prossimi anni, infatti c’è un ritorno del Punk e i giovani saranno quelli che porteranno avanti questa nuova ondata incontenibile di RiEvoluzione!

7.Come ti tieni aggiornato sulle ultime tendenze musicali e
come le incorpori alla tua musica?

Seguo molto il clima dei social network, ma per stare sul pezzo, mi affido agli amici, il buon vecchio passaparola funziona ancora. Il fattelo da solo è
il futuro.





DISCOGRAFIA

GODZILLA WAS TOO DRUNK TO DESTROY TOKYO


RISING STARS INTERVISTE: SPECIAL GUEST: Godzilla Was Too Drunk To Destroy Tokyo


INTERVISTA: DIETRO LE QUINTE

Godzilla Was Too Drunk To Destroy Tokyo: Quarto appuntamento con Rising Stars Speciale Interviste, il salotto dedicato alle band indipendenti curato da Arianna Rebel!

La quarta band ospite all’interno del nostro format sono i Godzilla Was Too Drunk To Destroy Tokyo, rappresentati da SaraDL, Ale Camu e Nyco. La band porta in redazione il nuovo lavoro Loud Mute, un brano che non ha una struttura classica, ma una lunga intro e poi un’alternarsi di strofe cantate dalla voce grunge della bassista della band, Sara, e infine il finale che persegue un ostinato Power Violence.

Come anticipato in precedenza, Arianna Rebel è l’ospite dell’intervista, che si pone, come al solito, in una versione frizzante e cordiale verso la nostra invitata.
La Produzione invece, è curata da Ark. 

Info e iscrizioni su 

risingstars@rockandwow.it 

BIOGRAFIA

Godzilla was too drunk to destroy Tokyo è un nome che racchiude in se una piccola storia. Nasce a Finale Ligure nel 2022, power trio di matrice hard rock che non disdegna attingere a piene mani da acid rock, stoner e grunge, le band che più li influenzano sono Fu Manchu,L7, gli Stooges i Ramones. SaraDL voce e basso, Ale Camu alla chitarra e Nyco alla batteria.

2 dischi all’attivo per la band : l’omonimo Godzilla was too drunk to destroy Tokyo e Atomic Spitfire.

Sono stati avvistati su palchi inglesi, tedeschi e svizzeri. In previsione tour in est Europa a maggio.


RECENSIONE

A cura di Nicola Morini

Godzila was to drunk to destroy Tokyo, è un progetto hard rock nato da circa un anno a Finale Ligure.

Influenzati da band come L7, Fu Manchu, gli Stooges e i Ramones, hanno sviluppato uno stile spesso acid e grunge tendente a un punk moderno e rude. Esempio ne è il loro nuovo singolo, Loud Mute: un brano che non ha una struttura classica, ma una lunga intro e poi un’alternarsi di strofe cantate dalla voce grunge della bassista della band, Sara, e infine il finale che persegue un ostinato Power Violence.

Con Sara, suonano in trio nel progetto: Ale Camu alle chitarre elettriche e Nyco alla batteria. Presto porteranno il loro nuovo disco, Atomic Spitfire, in giro per l’Europa.

L’INTERVISTA
A cura di Arianna Rebel

La redazione di rockandwow ha ospitato, nel salottino virtuale dedicato agli artisti di Rising Stars i “Godzilla was too drunk to destroy Tokio”. I quali hanno rilasciato ben due interviste distinte: una audio e una scritta, che sono qui sotto riportate.

  • Quali sono le vostre principali influenze musicali e come le incorporate nel vostro stile?

    La band è composta da 3 elementi, ciascuno con influenze musicali differenti legate dal filone del rock. Sara preferisce l’acid rock con una nota di grunge, Ale metal e stoner e Nico spazia da gruppi come Pink Floyd a Muse senza disdegnare progressive e metal. Da questo mix nasce il nostro sound.
  • Come vi preparate per i vostri concerti e quali sono le vostre routine pre e post show?

    Normalmente per i nostri pre show non mancano mai coccodrilli gommosi della Haribo. Sara mangia solo i rossi, Nico quelli blu e Ale, che non ne disdegna alcuno, ha l’ingrato compito di frugare negli espositori degli autogrill per trovare il pacco degno dei Godzilla (tanti coccodrilli Rossi e blu). Il tutto è accompagnato da molta birra (non al volante).
  • Come avete sviluppato il vostro suono distintivo e come lo descrivereste?

    Il genere di musica che facciamo parla chiaro: heavy psych monster fuzz; agli albori la band suonava in standard per poi passare ad accordature drasticamente ribassate. Seguaci della valvola e del mogano i GWTDTDT hanno una sonorità grassa e penetrante. Sara utilizza un Thunderbird Bass collegato a una testata a valvole, Nico un rullante di metallo ed ha una particolare passione per i piatti Zyldian e Ale suonanchitarre massicciaemte modificate e amplificatori multipli.
  • Quali sono i vostri piani per il futuro in termini di tour e nuove uscite musicali?

    Ora stiamo portando a termine il tour europeo di maggio. Siamo stati in Germania, Austria, Repubblica Ceca e tra qualche giorno partiremo per la Lettonia. Per l’estate abbiamo “solo” festival in Italia siccome saremo impegnati sino a ottobre con il nuovo album. Dopodiché si riparte, piccola preview? Torneremo a Londra, in Germania, Austria e Repubblica Ceca per poi passare alla Scandinavia.
  • Parlateci del nuovo album/singolo.

    Atomic spitfire è uscito a gennaio, registrato a green fog studio di Genova utilizzando la tecnica della presa diretta: quello che si sente nel disco è stato suonato da tutti i componenti in contemporanea. Non c’è trucco e non c’è inganno. Attualmente è in lavorazione un terzo disco, seguiteci per saperne di più…



DISCOGRAFIA