RISING STARS P.ta 8


Rising Stars P.ta 8

La redazione di RoCkAnDwOw è lieta di presentare il nuovo programma radiofonico “RISING STARS”. Il Format è rivolto a tutti gli artisti e band liberi o etichetta indipendente che hanno voglia di far conoscere la propria musica in giro per il web (e non solo). Rising Stars P.ta 8

Ogni puntata sarà disponibile su tutte le piattaforme streaming musicali (Rising Stars P.ta 8) come Spotify, Apple Podcast, Google Podcast, Amazon Music, Audible, Podbean App, Tuneln + Alexa, iHeartRadio, Player FM, Listen Notes, Samsung) con appuntamenti cadenzati mensili.

COSA ASCOLTEREMO

In questo ottavo episodio fanno ingresso nella rotazione Rock & Wow i Susanna band di Torino fuori dagli schemi con il loro sound irriverente. Tornano gli Inner Skin con un altro pezzo dalle sonorità Grunge e per rimanere in tema ascolteremo La Faida progetto hard rock molto particolare, dalle sonorità puramente americane condite dal cantato in italiano che si addentra in generi come punk, cantautorato e rap.

La play list continua con Leo Bescotti, i tedeschi Broken Star, i Woda che tornano con un nuovo estratto dall’ EP “Ruvido” e per chiudere il cerchio ascolteremo Nik Morini giovane musicista polistrumentista, autore e compositore.

Si aggiunge una novità all’interno di Rising Stars: si parla di Libri e nello specifico parleremo del nuovo lavoro di Davide Miotto.
Concludendo, non ci resta che metterci comodi, alzare il volume ed ascoltare la nuova puntata di Rising Stars.

Tutte le recensioni presenti in questo articolo sugli artisti in play list sono curate da Luca Di Criscio e da Nicola Morini.


LA PLAYLIST di Rising Stars P.ta 8

  1. Susanna – Animale
  2. La Faida – Anima Meridionale
  3. Woda  – Immortale
  4. Broken Star – Every Beat of My Heart
  5. Leo Bescotti – Auto a Noleggio
  6. Inner Skin – Once
  7. Nik Morini  – Inner Hole
  8. Iron Maiden – Aces High

LOCANDINA UFFICIALE

Rising Stars P.ta 7
E’ tempo di uscire allo scoperto e far sentire al mondo la propria vena artistica: non fatevi sfuggire questa bella occasione!
Per saperne di più scriveteci a:
risingstars@rockandwow.it

INNER SKIN

“Whispers” è il singolo di debutto degli Inner Skin, band romana di stampo alternative rock fondata nel 2018 dal cantante e autore dei brani Alberto Frasson e coadiuvata dal produttore artistico Fabio Trentini.

Un dinamico incastro di batteria e chitarra elettrica apre questo primo brano degli Inner Skin, che, per far fede al nome del gruppo, si propone di scavare nell’interiorità dell’individuo per scovarne i desideri. Così, al grido “I just want to be this way”, il brano si getta in un ritornello in cui le volontà di autodeterminazione e realizzazione vengono palesate con forza.

WISPERs


Il brano trasmette un’energia importante, realizzata in modo essenziale e senza troppi orpelli, ma estremamente efficace, con sonorità che molto devono al grunge e in generale al panorama musicale internazionale degli anni 90. Tra sezioni come il ritornello, che rimanda subito ad alcune atmosfere tipiche dei Foo Fighters, e momenti strumentali in cui la chitarra solista si prende la sua parte, riportando alla mente il suono tipicamente distorto e tagliente di Matt Bellamy dei Muse, il brano si chiude con la promessa di conquistare i propri desideri.

La traccia procede con un andamento sempre sostenuto e vivace, con sapiente uso della dinamica e di efficaci stop in punti mirati. L’aspetto che più colpisce del brano sta nel fatto che, sopra questa struttura sonora indubbiamente potente ed incisiva, si liberi una melodia molto elegante ed in grado di raggiungere l’ascoltatore nel suo interno e colpirne i sentimenti. Questo è da sempre l’obiettivo dichiarato degli Inner Skin, che da quel primo esperimento sono passati attraverso una lunga serie di singoli, fino a giungere alla pubblicazione del primo album in studio e a nuovi progetti.

Nel marzo 2023 è uscito il loro singolo “The Shift”, ma qui vogliamo ricordare che non bisogna dimenticare mai da dove tutto è partito.

Recensione di Luca Di Criscio


LEO BESCOTTI

“Auto A Noleggio” è il secondo singolo rilasciato nel 2023 da Leo Bescotti, cantautore e prima ancora fonico di grande esperienza, che anticipa l’uscita del suo prossimo EP “Le Persone Che Si Amano” prevista per il 2 luglio.

Un energico giro di batteria apre il brano, subito raggiunto da una chitarra elettrica, che con degli accordi stoppati espone il riff principale. Ben presto la voce graffiante di Leo si inserisce su questa base per esprimere tutta la propria voglia di cambiamento personale e la condizione di vagabondo in cui è lasciato dalle “buone persone”. Dopo una strofa stabile, con un rapido crescendo si arriva al ritornello, momento più forte del brano, come testimoniato dall’inserimento dell’organo per portare più in alto questa sezione. Il chorus, per via della sua costruzione, si configura come il più classico dei singalong e per questo, soprattutto nel finale, viene ripetuto e diversificato con l’ingresso di cori e fraseggi di chitarra, che conducono al termine del brano.

Il nuovo singolo di Leo Bescotti presenta delle sonorità e delle liriche che riportano alla mente un po’ il Vasco Rossi degli anni 80, un misto tra ribellione e fragilità, e dà solo un assaggio di ciò che potremo aspettarci di trovare nel suo imminente EP. Nel frattempo, il primo passo è stato compiuto.

Recensione di Luca Di Criscio


DAVIDE MIOTTO

“IRON MAIDEN – I miei compagni di viaggio” di Davide Miotto è un libro che narra la vita di un fan accanito della band metal inglese. L’autore racconta come gli Iron Maiden abbiano influenzato la sua esistenza, dagli anni Ottanta fino a oggi, attraverso le loro canzoni, i loro concerti, i loro incontri. Non si tratta di una semplice cronaca musicale, ma di una testimonianza personale e appassionata, che trasmette le sensazioni e le emozioni di chi ha fatto della musica il suo motivo di vita. Un libro che si legge come un romanzo, che fa sorridere e commuovere, che fa rivivere i momenti più belli e anche quelli più difficili della storia degli Iron Maiden e dell’autore. Un libro che è anche un tributo a una delle band più leggendarie e ammirate del panorama rock. Come dice Bruce Dickinson, il loro carismatico cantante: “Non siamo una band, siamo un culto”.


BROKEN STAR

I Broken Star sono una storica e grandiosa band tedesca degli anni 90, sciolti nel 1997 e riuniti dopo 25 anni di silenzio durante la pandemia. I tre musicisti di Amburgo ci regalano in questi ultimi anni tre singoli davvero incredibili e pieni di una maturità musicale che va oltre gli stilemi classici della musica moderna, ed è proprio quello che possiamo percepire ascoltando il nuovo singolo “Every beat of my heart”, un brano dov’è presente oltre a delle parti cantate una chitarra che fa sognare, quasi alla Petrucci dei Dream Theatre;

il singolo ha origini nell’hard rock, ma possiede uno stile unico che tende sia all’heavy metal, sia al contempo alle influenze musicali tedesche che artisti come Bowie o Eno hanno preso soggiornando nel nord della Germania negli 70, e quindi nonostante la lingua inglese del testo, mantengono e cercano osando un suono caratteristico del nord. Anime del nord suono del nord è il loro motto, un suono ispirato dal mondo e radicato al contempo nella loro origine, abbracciando con la loro musica il mistero della vita.

Recensione di Nicola Morini


LA FAIDA

“Anima meridionale” è l’ambizioso nuovo singolo del progetto La Faida, una band nata dall’unione del cantante Ivan Grave dei Tracy Grave con i quattro incredibili musicisti dei Red Riot. 5 artisti ritrovatisi a Los Angeles che pongono fine al sogno americano e decidono di scrivere insieme musica per il mondo, ma in italiano, dal momento che le loro origini sono calabresi e sarde, dunque meridionali.

L’obiettivo è quello del ritorno alle origini, fieri e maturi,  ed è proprio il messaggio che lanciano con questo singolo che ascoltiamo, non una chiusa e reazionaria fierezza meridionale, ma propositiva, volta a riconoscere la grande somiglianza fra Sardegna e Calabria, e di conseguenza la grande vicinanza nel mondo fra ognuno di noi; certamente il ritornello ce lo fa capire in maniera orecchiabile, con le semplici grida cantate, caratteristiche delle due regioni, “ajó-uaglió” il quale mostra l’unità fra le due regioni e al contempo la singola unicità. 

Il genere è un alternative rock potente e maturo, che da spazio a ogni singolo strumento e quindi musicista della band, che porta la propria esperienza con una struttura pop rock ben curata. L’album di provenienza, il loro nuovo lavoro è “Questa non è l’America” e mantiene lo stesso concept di integrazione e fierezza di ritorno alle origini.

Recensione di Nicola Morini


WODA

Come anticipa il nome della band, i Woda sono una rock band italiana che nasce come tributo ai Litfiba e diventa una band indipendente che propone brani originali scritti da loro, sotto la produzione della TILT Music Production, un’etichetta discografica inglese, con un evidente stile musicale che omaggia e richiama fedelmente quello dei Litfiba.

Max Montecucco, cantante e leader del progetto, nel corso dei brani scritti con la band e nei nuovi singoli, racconta di un bisogno di gridare le delusioni che la vita ci ha dato, dalla falsità e scorrettezza di alcuni individui alle ingiustizie e i soprusi, ai pregiudizi in base a semplici diversità. Ad esempio in Guerriero pone a Dio questa provocazione e questo lamento che viene da dentro; la musica del brano infatti accentua sia l’urlo crescente dell’uomo deluso, sia l’aggressività rude talvolta della vita, sia aiuta l’immedesimazione in questa riflessione.

Viene ribadito ciò anche negli ultimi singoli, come Immortale e Canti dispersi, brano che mette in risalto la solitudine di ogni individuo, con quello che vorrebbe raccontare, come un canto disperso in questa vita che è come una guerra da combattere. Lo stile punk rock, aggressivo, semplice e negli ultimi lavori anche più “grezzo” caratterizza il sound della band, diretto, senza abbellimenti, espressivo, non a caso il loro ultimo EP è intitolato proprio per spiegare il loro cambio di sound, “RUVIDO Woda”.

Auguri a questa grandiosa band, la quale sta attualmente lavorando a un album di esordio accompagnato da un fumetto e progetti audio/visivi sempre sotto etichetta TILT.

Recensione di Nicola Morini


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DAVIDE MIOTTO


RISING STARS INTERVISTE SPECIAL GUEST: DAVIDE MIOTTO


INTERVISTA: DIETRO LE QUINTE

Undicesimo appuntamento con Rising Stars Speciale Interviste (Davide Miotto), il salotto dedicato agli artisti e alle band indipendenti, curato da Arianna Rebel!

L’undicesimo ospite all’interno del nostro format è Davide Miotto che ci propone il suo nuovo libro “I MIEI COMPAGNI DI VIAGGIO”.

Intervista condotta da Arianna Rebel, la quale si pone, come suo solito, in una versione frizzante e cordiale verso il protagonista di oggi.
La Produzione è curata da Ark.

Info e iscrizioni su 

risingstars@rockandwow.it 

BIOGRAFIA

Davide Miotto nasce a Torino il 3 Luglio 1971, e quasi tutta la sua vita la trascorre a Moncalieri, località nei pressi di Torino.

Dopo aver frequentato gli studi, terminati con il diploma in Ragioneria, si tuffa nel mondo del lavoro come Tecnico Conduzione Impianti di Riscaldamento.

Nella vita ha suonato il basso da autodidatta per alcuni anni in una band locale, per dare successivamente spazio alla sua più grande passione: gli Iron Maiden.

A oggi è un fan più sfegatato che mai della band inglese, ed è fondatore della Maiden Italia, la community italiana più numerosa presente sui social network.


“IRON MAIDEN – I miei compagni di viaggio”

Davide Miotto ha recentemente scritto un libro intitolato “IRON MAIDEN – I miei compagni di viaggio”. L’autore è il fondatore della più grande community social dedicata agli Iron Maiden nel nostro paese (Maiden Italia).

Nel libro, Miotto ripercorre la sua passione per gli Iron Maiden dalla scoperta in tenera età al giorno d’oggi. Con dettagliati resoconti di concerti indimenticabili, incontri con la band e corse sfrenate alla conquista della transenna tanto agognata, questo libro offre un’esperienza unica per ogni fan degli Iron Maiden.

L’autore racconta come gli Iron Maiden abbiano influenzato la sua esistenza, dagli anni Ottanta fino a oggi, attraverso le loro canzoni, i loro concerti, i loro incontri. Non si tratta di una semplice cronaca musicale, ma di una testimonianza personale e appassionata, che trasmette le sensazioni e le emozioni di chi ha fatto della musica il suo motivo di vita.

Un libro che si legge come un romanzo, che fa sorridere e commuovere, che fa rivivere i momenti più belli e anche quelli più difficili della storia degli Iron Maiden e dell’autore.

Un libro che è anche un tributo a una delle band più leggendarie e ammirate del panorama rock. Come dice Bruce Dickinson, il loro carismatico cantante: “Non siamo una band, siamo un culto”.


L’INTERVISTA
A cura di Arianna Rebel

La redazione di rockandwow ha ospitato, nel salottino virtuale dedicato agli artisti di Rising Stars, Davide Miotto che ha rilasciato ben due interviste distinte: una audio e una scritta, che sono qui riportate.

 1. Cosa ti ha ispirato a scrivere un libro da fan per i fan degli Iron Maiden?

Questa idea di scrivere il mio percorso da fan per quasi 40 anni era già nella mia mente da alcuni anni ma mi mancava una persona competente nella letteratura che mi spronasse e aiutasse nello svolgimento. Dopo aver conosciuto un amico, fan e scrittore come Antonio Biggio ho potuto esternare questo desiderio. Antonio è l’editor del libro.

2. Qual è il tuo album preferito degli Iron Maiden e perché?

Il mio album preferito dei Maiden è POWERSLAVE del 1984. È l’album che più mi è entrato nel cuore grazie ai suoni puramente heavy e alla copertina riguardante l’antico egitto.

3. Come hai approcciato la ricerca e la scrittura sulla storia degli Iron Maiden?

Io fin dal lontano 85 ho seguito la storia della band acquistando libri e riviste inerenti alla band. Ho sempre seguito tutte le novità dei Maiden passo per passo. A oggi posseggo più di 30 libri biografici più una fitta serie di interviste ritagliate da varie riviste.

4. L’esperienza più significativa per te, con gli Iron Maiden?

L’esperienza che ritengo la più importante rimane il mio primo incontro con il bassista e fondatore della band, Steve Harris nel 1993.

5. Come pensi che gli Iron Maiden abbiano influenzato la musica rock nel corso degli anni?

I Maiden hanno preso l’hard rock degli anni 70 e lo hanno trasformato nel heavy metal indurendo le chitarre e facendo risaltare il basso.

6. Cosa speri che i lettori traggano dal tuo libro sugli Iron Maiden?

Spero che i lettori possano rivivere i propri percorsi da fan leggendo il mio libro.

7. Pensi di continuare a scrivere?

Ho in mente un paio di idee ancora in fase embrionale. Vorrei far uscire questo libro in inglese e ho un progetto in collaborazione con Antonio Biggio riguardo a un libro riguardo ai Maiden che non sarà comunque una biografia della band.